Creepypasta Italia Wiki
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Scritto da Ambrose Bierce

Pubblicato per la prima volta su Cosmopolitan (New York), Ottobre 1905.

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Siccome aveva ucciso suo cognato, Orrin Brower, del Kentucky, era ora un fuggitivo. Era riuscito a scappare dalla prigione della contea in cui era stato confinato in attesa del processo finale, e per farlo gli era bastato stendere la guardia con una barra di ferro (il destino aveva voluto che l'uomo fosse disarmato). Brower aveva preso le chiavi della guardia, aveva aperto la porta e poi era scappato via, nella notte, senza alcuna arma con cui difendere la ritrovata libertà. Appena si era ritrovato fuori città aveva avuto la folle idea di entrare in una foresta; inutile dire che tutto ciò avveniva molti anni fa, quando la regione era alquanto selvaggia rispetto ad adesso.

La notte era dannatamente buia, non si vedevano né la luna né le stelle, e poiché Brower non era mai stato da quelle parti, così come non conosceva neanche la sua posizione, era sul punto di perdere la ragione. Non poteva dire se si stesse allontanando dalla città oppure ci stesse tornando - la cosa più importante per Orrin Brower. Sapeva comunque che, in ogni caso, un gruppo di cittadini, sicuramente accompagnato da un branco di segugi, si sarebbe presto messo sulle sue tracce, e che la possibilità di riuscire a scappare era piuttosto bassa; eppure, non voleva ricevere alcun aiuto. Voleva godersi a pieno quelle ore di libertà.

Improvvisamente uscì dalla foresta e si ritrovò in strada, e subito notò quell'uomo, immobile nell'oscurità. Era troppo tardi per ritirarsi: sentiva che se fosse tornato nel bosco avrebbe ottenuto soltanto, dopo aver cercato di dare delle spiegazioni, delle pallottole dritte nel cuore. Quindi i due rimasero lì, in piedi, come alberi. Brower era sul punto di venir soffocato dal battito del suo cuore; l'altro, invece... Brower non riusciva a capire le sue emozioni.

Un secondo dopo - avrebbe potuto anche essere un'ora - la luna salì nel cielo senza nuvole, e Brower vide quell'impersonificazione della Legge alzare un dito e puntarlo nella direzione opposta. Capì. Tornò indietro, camminando, con fare sottomesso, verso la direzione indicata, senza guardarsi né a destra né a sinistra; quasi non riusciva a respirare, e la testa e la spalla gli facevano così male che gli sembrava di essere già stato riempito di pallottole.

Brower era probabilmente il criminale più coraggioso che sia mai esistito, soprattutto tenendo conto del fatto che sapeva che sarebbe stato impiccato; questa era la punizione riservata a chi uccideva il proprio cognato in modi così orribili. Inutile parlarne qui; venne tutto fuori al processo, e la calma con cui Brower affrontò la situazione riuscì quasi a salvargli la pelle. Ma cosa volete? Quando un brav'uomo viene menato, finisce per arrendersi.

Proseguirono attraverso i boschi, per tornare alla prigione. Solo una volta Brower girò la testa: solo una, quando si trovava all'ombra mentre l'altro era illuminato dalla luce lunare. Guardò dietro di sé. Colui che lo aveva catturato era Burton Duff, la guardia che aveva steso, bianco come un morto e con un livido sulla fronte, un regalo da parte della barra di ferro. Orrin Brower non aveva altra curiosità.

Tornarono finalmente in città, che era piena di luci, ma deserta; erano rimasti solo una donna e dei bambini, e si trovavano fuori strada. Brower si diresse verso la prigione. Si recò all'ingresso principale, posò la mano sulla maniglia della pesante porta di ferro, e la aprì, senza bisogno di ricevere un comando. Entrò e si trovò in presenza di una mezza dozzina di uomini armati. Si voltò.

Non entrò nessun altro.

Su un tavolo, nel corridoio, giaceva il cadavere di Burton Duff.

(Testo originale: https://creepypasta.fandom.com/wiki/An_Arrest)

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