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Mare

Cos'è il mare? Per alcuni è una meravigliosa distesa senza fine, o semplicemente un luogo romantico, per me invece è un autentico mistero.

Mi chiamo Valentino, abito in Italia, più precisamente in Sicilia. Sono un ragazzo tranquillo e dannatamente timido, ho 16 anni e vado ancora a scuola. La mia storia iniziò un giorno come tanti altri, il 13 febbraio per l'esattezza, e tutti sappiamo che giorno è il 14 febbraio giusto? Esatto, la festa di San Valentino.

Nella mia scuola ogni anno, durante la festa di San Valentino, in mattinata non si andava a scuola, ma di sera in palestra si organizzava una festa per le coppie. Io ovviamente non ci andavo mai, sia per l’imbarazzo, sia per evitare le classiche prese in giro da parte dei miei coetanei, infatti, in questo periodo, ero sempre chiamato in svariati modi come "Anti-Valentino”, “Anima Solitaria”, “Cupidofobo”, “il Valentino di nessuna” e simili, e fatemelo dire, il fatto di chiamarsi Valentino, senza avere una ragazza, non aiuta durante quel giorno.

Comunque durante l'ora di storia, la nostra professoressa, permetteva per una decina di minuti di dare un invito alla ragazza o al ragazzo che s’intendeva invitare la sera dopo. Di tutte le idee stupide che proponeva la mia scuola, questa era quella che odiavo di più (non che le altre idee fossero meglio, tipo quella di avere dei ticket per il bagno, esatto, tre biglietti per andare in bagno durante tutta la giornata, che se li esaurivi prima, potevi pure fartela sotto, dato che perdevi il diritto di usare i servizi) ma questa degli inviti era la peggiore secondo me, primo perché non è simpatico che tutti sappiano chi ti piace, e secondo perché se capitavi tra quelli che non ricevevano neanche un invito (tipo me per l’appunto) non solo venivi deriso, ma dentro di te sentivi come se non piacessi a nessuno.

Come ogni anno durante questo, chiamiamolo, “rito di accoppiamento” quasi tutti invitavano Aurora. Come dar loro torto, Aurora era tipo la ragazza più bella non solo di tutta la scuola, ma probabilmente di tutta l’Italia. Aveva degli occhi color blu zaffiro, lunghissimi capelli biondi e lisci, un fisico da modella e un sorriso bianco perla, una vera dea tra noi comuni mortali. Una ragazza che tutti volevano portare al ballo, ma che solo uno era destinato a essere scelto. Io ovviamente non avevo alcuna possibilità, e mi vergognavo troppo a chiederle di essere il suo Valentino, quindi decisi di aspettare l’intervallo per provare a inserire nel suo zaino il mio biglietto.

Arrivato l’intervallo, mentre tutti facevano ricreazione fuori scuola, io corsi in classe per inserire l’invito, potevo agire tranquillamente, visto che anche se mancavo dal gruppo la fuori, di sicuro non avrebbero notato la mia assenza. Arrivato in classe, inserii l’invito, con qualche ripensamento e un po’ di vergogna. Fatto ciò, mi diressi per continuare quel che era rimasto dell’intervallo, passando per i bagni, sentivo bisbigliare alcune mie compagne di classe, su quanto Aurora si atteggiasse e vantasse di ricevere continuamente richieste da tutti. Al contrario dei ragazzi che la idolatravano manco fosse una divinità, le ragazze provavano un senso di odio e di gelosia nei suoi confronti, una gelosia così grande che una di loro propose di giocarle un tiro mancino il giorno di san Valentino.

Neanche feci in tempo a sentire tutti i dettagli, che quella maledetta campanella suonò interrompendo l’intervallo. Rientrando in classe pensai tra me e me: Beh, Missione compiuta, stasera quando leggerà tutti gli inviti, deciderà chi sarà il suo Valentino, anche se non ho speranze, è stato bello provarci. Mentre mi facevo i fatti miei pensandoci, arrivò Alessandro, un mio compagno di classe arrogante, che si vantava di essere stato il Valentino di Aurora per due anni di fila, e che si preparava ad esserlo per il 3° anno consecutivo.

Egli mi diede uno scappellotto sulla testa e mi disse: “Come stai Anima solitaria? Anche domani te ne starai a casa con la tua ragazza “Federica la mano amica”?. Io troppo imbarazzato per dirgli dell’invito nascosto, gli risposi: “chissà, magari domani sera verrò anch’io”. Lui di tutta risposta si fece una grossa risata e mi disse: “Solo una creatura leggendaria uscirebbe con te”. Detto ciò prese il mio astuccio, lo buttò a terra e tornò al suo banco. Molto maturo da parte sua pensai, ma oramai ero abituato a questi suoi “dispetti infantili”.

Finita la giornata scolastica, mi diressi a casa a fare i compiti, e mentre li facevo, continuavo a pensare a cosa sarebbe successo quando Aurora avrebbe letto il mio invito, probabilmente sarebbe scoppiata dalle risate, figurati se un’Anima Solitaria come me ha possibilità di uscire con lei. Venne la sera, e dopo aver cenato, mi diressi subito a letto, pensando a lei mi addormentai.

All’improvviso, una squillata del mio telefono mi svegliò improvvisamente, andai subito a vedere e con mia sorpresa, era Aurora. Mi mandò un messaggio con scritto che era rimasta commossa dalle parole sul mio invito e che era stanca di andare sempre al ballo con quel buffone di Alessandro. Mi disse anche che voleva dirmi una cosa molto importante di persona e che dovevo dirigermi verso il lungomare, quello dove qualche settimana prima avevamo fatto una piccola gita scolastica.

Pensando che fosse un sogno mi pizzicai più volte il viso. Non era un sogno, avevo davvero ricevuto un messaggio dalla bellissima Aurora e volevo assolutamente sapere cosa aveva da dirmi di persona. Benché fosse mezzanotte, mi vestì e uscì in silenzio per non allarmare i miei genitori. Aurora vuole parlare con me dal vivo, Aurora vuole davvero parlare con me dal vivo, non pensai ad altro mentre mi avviavo verso il lungomare. Dopo un paio di kilometri a piedi, arrivai al lungomare, ero esausto, ma la curiosità mi faceva da carburante.

Una volta arrivato, ricevetti una brutta sorpresa, non c’era Aurora ad aspettarmi, ma Alessandro, che mi disse: “gran bella serata per camminare sulla spiaggia, vero?” Io abbastanza confuso risposi di si. Lui mi disse: “Che cosa ci fai qui, a quest’ora per giunta?” Io risposi: “Niente di ché, un giretto così perché non riuscivo a prendere sonno” detto ciò mi girai per tornare a casa, ma Alessandro mi afferrò per un braccio, e mi disse con aria aggressiva: “dove credi di andare? So benissimo cosa hai fatto, hai scritto un invito per la festa di domani sera alla mia Aurora!” Io in un disperato tentativo di difesa, provai a negare tutto, ma non fu sufficiente in quanto lui mi disse che Aurora aveva trovato e letto il mio invito, dicendo che era esilarante e patetico, e subito dopo lo chiamò raccontandogli dell’accaduto e dicendogli di insegnarmi com’è fatta la vita e poi chiamò me illudendomi di volermi dire qualcosa.

Inutile dire che Alessandro non mi lasciò andare a casa e basta, mi diede una sonora lezione, tirandomi alcuni pugni sulla faccia e sull’addome, strappandomi la giacca che indossavo, ed infine mi lanciò in acqua. Come ciliegina sulla torta aggiunse: “Non provarci mai più con la mia ragazza, o la prossima volta non ci andrò così leggero con te”. Detto ciò, si dileguò lasciandomi mezzo tumefatto sulla spiaggia. Oltre che il fisico, avevo anche lo spirito più o meno distrutto, avrei dovuto saperlo, chi mai vorrebbe uscire con uno sfigato come me?

Mi alzai e andai sopra uno scoglio li vicino a pensare, e mentre pensavo, non potevo fare a meno di piangere. Ero abituato ad essere ferito con offese e prese in giro, ma mai avrei pensato che avrebbero ricorso alle mani per ferirmi anche fisicamente. Ero stanco, a pezzi e bagnato, restare a piangere su quello scoglio non sembrava la migliore delle idee, quindi mi rimisi in sesto e me ne tornai a casa, l’unico posto in cui sto in pace con me stesso. Hanno ragione su di me, solo una creatura leggendaria uscirebbe con me.

Il giorno dopo, mentre facevo colazione, i miei si accorsero delle ferite della sera prima, che avevo coperto con dei cerotti, gli dissi che ero caduto dalle scale, non potevo dir loro la verità, sarei finito in ulteriori guai, dissi anche che la giacca era stata strappata ieri da un cane randagio, mentre tornavo a casa da scuola. Benché creda che non se la siano bevuta troppo, li salutai e andai a farmi una passeggiata per pensare ad altro.

Camminando mi misi a pensare a varie cose riguardanti ciò che era accaduto la sera prima, potevo davvero farla passare liscia a quel prepotente? Potrò mai perdonare Aurora per le false speranze che mi ha dato? E senza neanche accorgermene, arrivai fino al lungomare, lo stesso delle disavventure di ieri sera. Mi avvicinai alla spiaggia, raccolsi qualche sasso e lo lanciai in mare, pensando che quest’ultimo fosse quell’antipatico di Alessandro. “Prendi questo maledetto, e anche quest’altro” gridai lanciando sassi nel mare. Sembra una cosa stupida, ma era un modo per sfogarsi.

Dopo un paio di minuti a lanciare sassi, mi sdraiai sulla sabbia, chiusi gli occhi e pensai: “Cosa succederà domani a scuola? Tutti avranno saputo dell’accaduto? E se invece Alessandro mi ricattasse per fargli mantenere il segreto? E se lo sapessero i miei genitori?” Troppe domande giravano nella mia testa, e pensando a possibili soluzioni come: “Cosa avrei dovuto fare? Dovrei parlarne con qualcuno di questa storia? Dovrei lasciar perdere e far passare tutto? Pensa e ripensa, alla fine mentre avevo gli occhi chiusi, sentii una voce: “Ciao Valentino”.

Io riconobbi quella voce, era quella di Aurora. Mi alzai di scatto e la vidi lì, proprio davanti a me, mi sorrideva come se non fosse successo nulla. Io le dissi: “Come fai ad avere il coraggio di parlarmi dopo quello che mi hai fatto ieri sera”? Lei sempre con quel sorriso imbambolato disse di non sapere di cosa stessi parlando. Avevo capito che mi stava prendendo in giro, e per evitare un’ulteriore batosta da quel gorilla del suo “fidanzato”, decisi di andarmene, non avevo voglia di ascoltare le sue bugie (ne tanto meno di prendermi qualche altro pugno da Alessandro).

Mentre me ne stavo andando, lei gridò: “Aspetta, non lasciarmi qui, cosa ti ho fatto?” sapevo che mi stava prendendo in giro, ma dal tono con cui lo diceva, sembrava quasi seria. Volevo provare a stare al gioco, quindi le dissi dell’invito di quella sera e dell’incontro con Alessandro. Lei come immaginavo, negò tutto, diceva che era uno scherzo di Alessandro che quella sera era a casa sua, e che aveva scoperto dell’invito, e che per ripicca mi aveva mandato il messaggio per fare “due chiacchiere con me”. Non sapendo se crederle o meno, decisi di darle un’occasione e la perdonai.

Dopo questo, lei fece qualcosa che non mi sarei mai aspettato in tutta la vita… Mi diede un bacio sulle labbra. Ci mancava poco che non svenissi per l’emozione.

Dopo il bacio, un’altra cosa inaspettata successe, mi invitò lei al ballo di questa sera come suo Valentino. Sto sognando o cosa? Mi pizzicai subito entrambe le guance per verificare se stessi dormendo, e il risultato fu che ero sveglissimo, Non stavo sognando. Che cosa sta succedendo? Prima il bacio e poi l’invito? E se Alessandro lo venisse a sapere? Non vorrei che fosse tutto un piano escogitato per darmi il colpo di grazia sulla mia autostima.

Non ero mai stato così dubbioso in tutta la mia vita, non sapevo più cosa fare. Che cosa dovevo fare? Prenderla seriamente oppure stare al gioco? Avevo uno di quei mal di testa che neanche un test di matematica ti da. Alla fine decisi di dare una chance a questa storia, le dissi che accettavo il suo invito di Valentino e per il ballo di stasera, inoltre, mi offrii anche di accompagnarla a casa sua, ma lei si rifiutò e mi disse: “tu vai pure, io resterò ancora un po’ qui ad ammirare la bellezza senza fine del mare”.

Ero un po’ confuso da questa risposta, ma a questo punto sembrava che nulla fosse più normale e non le diedi troppo peso. Prima di andare, Aurora mi disse: “Quando verrai stasera a prendermi, non venire a casa mia, ma vieni qui alla riva del mare per favore. Io le risposi che non c’era problema (anche se pensavo che tutto ciò fosse davvero molto strano). Mentre mi diressi a casa, non facevo altro che pensare al bacio e al suo strano comportamento, non mi aveva mai considerato in tre anni di conoscenza, come mai tutto d’un tratto era cambiata in modo così radicale? Avevo troppe domande e nessuna risposta, quindi per dare tregua al mio cervello, decisi di mettermi l’anima in pace e di non pensarci più.

Tornando a casa, vidi una cosa che non poteva essere vera, vidi Alessandro, mano a mano con Aurora. Com’era possibile? Aurora era rimasta alla spiaggia, come aveva fatto ad arrivare qui prima di me? Inoltre notando bene, Aurora indossava un vestito diverso da quello che aveva sulla spiaggia. Come aveva fatto ad arrivare e a cambiarsi d’abito prima che arrivassi io? Se non mi fossi già pizzicato, penserei di stare ancora sognando.

Neanche il tempo di cambiare strada che quel maledetto di Alessandro mi avvistò. Mi disse: “Come va Anima Solitaria? Ancora in giro con Federica? Mi fai pena, dovresti provare a chiedere ad una bella ragazza come la mia di uscire con te, ah già, dimenticavo che ci hai già provato, e hai visto con quale risultato”. Neanche il tempo di rispondere alla sua provocazione che Aurora mi interruppe con una frase al quanto strana: “Alex, mi porti a casa? Non mi sento molto bene”. “Subito Amore. Ci vediamo mollusco” disse quell’arrogante.

La faccenda era ancora più strana del solito, eppure alla spiaggia era in perfetta forma? Non e che Aurora aveva una sorella gemella? Si, sembra una stupidaggine, ma il fatto che lei fosse prima alla spiaggia e poi in città, il fatto che li sembrava in salute e qui sembrava debole, il fatto che li mi ha baciato e parlato e qui a malapena mi ha notato, mi aveva particolarmente mandato in confusione. Mi resi conto che effettivamente se avesse una sorella gemella, tutti lo avrebbero saputo, era impossibile che una ragazza uguale a lei passi inosservata, non riesco proprio a capire.

Più risposte cerco e più domande mi appaiono. Di questo passo rischio di impazzire se non la smetto di pormi dubbi. Non mi resta che aspettare stasera, forse riuscirò a risolverli tutti. Alla fine arrivò sera, ero vestito di tutto punto, Smoking e pantaloni eleganti (mai usati) con scarpe nere abbinate, dopotutto se Aurora aveva intenzione di uscire con me, dovevo essere più che presentabile per non sfigurare con la sua bellezza. Mentre mi avviavo per la spiaggia per andarla a prendere, avevo il cuore che stava impazzendo, troppe emozioni mi giravano nella testa, oltre alle domande di cui cercavo risposta, speravo anche di trovare lei sulla riva come mi aveva detto.

Alla fine arrivai e con mia sorpresa la trovai davvero lì ad aspettarmi. Lei come sempre era un incanto, aveva i capelli raccolti in una coda di cavallo, truccata al punto giusto e con un vestito da mozzare il fiato, bello quasi quanto lei. L’unica stranezza era che aveva i piedi in acqua, era strano, ma non più di tutto quel che è successo oggi pensai. “Ah, ciao, sei arrivato, e da un po’ che ti aspettavo” disse lei. “Scusa per il ritardo, ho fatto prima che potevo, ma ora andiamo altrimenti facciamo tardi”. “Non possiamo restare ancora un po’ qui? Voglio ammirare il mare con te, disse lei”. “Ma faremo tardi se non andiamo, ti prometto che dopo il ballo, ritorneremo qui ad ammirare il mare”. “Ok, ma guarda che me lo hai promesso” disse lei.

Detto questo, prendemmo la strada per andare alla festa. Mentre eravamo per strada notai due cose, uno era che lei aveva caldo, nonostante ci fossero 15 gradi, e due che aveva una borsetta piena di bottigliette d’acqua, infatti ogni 10-15 minuti, beveva dell’acqua, nulla di troppo strano pensai paragonato a tutto il resto, ma non so perché, non mi sentivo a mio agio, e non centrava il fatto che stavo uscendo con la ragazza più carina della scuola, ma era come se lei fosse diversa. Mentre camminavamo, le chiesi alcune cose accadute oggi, tipo come aveva fatto a tornare in città prima di me benché lei fosse rimasta alla spiaggia e come mai oggi si sentiva male, mentre ora la vedevo in ottima forma.

Lei mi rispose che arrivò in città prima di me, perché prese un taxi, appunto perché non si sentiva troppo bene e voleva andare a casa a rimettersi in sesto. Io ero un po’ sospetto su questa sua ultima dichiarazione, anche perché non aveva citato Alessandro, né tanto meno il fatto che ci siamo visti anche oggi mentre stava male. Siamo sicuri che lei sia davvero la stessa Aurora di tutti i giorni? Non ne ero più tanto convinto. Ma allora chi poteva essere? Forse mi sto facendo troppe domande.

Arrivati finalmente alla festa, non appena entrammo, tutti ci fissarono con aria confusa, inoltre sentivo persone che dicevano: “Ma quello e davvero Cupidofobo con Aurora?”, “Cosa ci fa una bella ragazza come lei, con Anti-Valentino”? “Sogno o son desto? Aurora con Anima Solitaria”? Ma una frase in particolare suscitò in me un po’ di paura: “Aurora è qui con Valentino? Avvertite Alessandro, ci sarà da ridere”.

Mi ero completamente dimenticato di Alessandro, pensai: cosa succederà ora che mi vedrà insieme alla sua ragazza? Neanche il tempo di pensare alle conseguenze, che lo vidi proprio davanti a me.

Aveva un’espressione di rabbia sul suo viso, quasi come se volesse uccidermi qui e subito. Con tono minaccioso disse: “TU! COME OSI ESSERE QUI, E SOPRATTUTTO CON LA MIA RAGAZZA? Non ti è bastato il discorso di ieri sera? Credo che tu abbia bisogno di una ripetizione sull’argomento”. Poi, guardando aurora le disse: “E tu, come hai potuto tradirmi con questa sottospecie di mollusco? E poi, non mi avevi detto che non saresti venuta al ballo perché non ti sentivi bene?”

La risposta che diede Aurora, lasciò a bocca aperta tutti i presenti: “Io esco con chi voglio. Inoltre oggi ho finto di stare male per non venire con te, infatti, mi sento sana come un pesce”. “Il mio obiettivo è sempre stato quello di uscire con Valentino, perché non mi piacciono, i bulletti che maltrattano i più deboli”.

Dopo queste parole di Aurora, Alessandro sembrava pronto a darmele di santa ragione, e lo avrebbe anche fatto se non ci fosse stato il preside a tenere la festa sotto controllo. Me la pagherai molto cara, mollusco. Alla fine te la farò pagare, disse Alessandro con tono aggressivo prima di andarsene dalla festa.

Fantastico, Mi mancava solo la minaccia di morte alla lista delle sventure, forse era meglio se fossi restato a casa. Comunque dopo queste ultime parole di Aurora, avevo capito che quella con me non era lei. La vera Aurora non sopporta i “perdenti”, non direbbe mai di preferire uno come me ad uno come Alessandro. Chi è davvero lei? Era quello che volevo scoprire entro la serata.

La serata, nonostante i primi imprevisti, continuava bene. Ogni coppia ballava e i solitari facevano razzie ai tavoli del buffet, le solite cose che succedono ad una festa insomma, tuttavia io ancora non mi sentivo a mio agio, soprattutto perché Aurora non parlava con nessuno, nonostante l’Aurora che tutti conoscono, ami parlare molto (soprattutto di se), e si limitava a bere di continuo dalle sue bottigliette.

Non credo che stesse bevendo perché aveva sete, non so come spiegarlo, è come se bevesse per necessità o cose simili. Se quindi questa Aurora era davvero un “Impostore” , chi era in realtà? Quali saranno le sue intenzioni? Possibile che sia tutta una mia paranoia? Decisi di andare avanti fino alla fine, quanto torneremo alla spiaggia, forse avrò tutte le mie risposte.

Verso la fine della festa, arrivò il fatidico lento a coppie. Io in un primo momento fui riluttante a ballare con “Aurora”, ma vedendo tutte le coppie ballare, era imbarazzante restare fermi, quindi afferrai le sue mani e iniziai, o forse dovrei dire provai a ballare. Sapevo di non essere una cima nel ballo, ma il fatto strano era che “Aurora” ballasse peggio di me, cosa impossibile, poiché lei vinse per due anni consecutivi un trofeo di danza durante questa festa (già, un’altra “trovata geniale” della mia scuola).

Sembrava facesse quasi fatica a ballare, quasi come se non usasse molto spesso le gambe. Finito il lento, come c’era da immaginarselo, il trofeo fu vinto da un’altra coppia. Il record di Aurora venne sfumato in quell’istante, e benché tutti, ma proprio tutti la pensavano come me (ovvero che non era da lei perdere una gara di ballo), a lei non sembrava importare della sconfitta, anzi mi disse sorridendo: “Pazienza, non si può vincere sempre”.

Mai avrei immaginato di sentire queste parole uscire dalla sua bocca, lei era la stessa che poche settimane fa, andò fuori dai gangheri per essere arrivata 2° ad una corsa, ci mise tre giorni per smaltire la rabbia, mentre a questa “copia” non importa assolutamente nulla.

Basta, era ora di farla finita con questa farsa, è ora di avere tutte le risposte a tutte quelle domande che da troppo tempo mi stanno assillando.

Finita la festa, erano le 23:35, per arrivare alla riva della spiaggia a piedi occorrono circa 15 minuti, anche se stasera tornerò un po’ tardi a casa, devo assolutamente trovare le risposte.

Durante il tragitto, mi venne un po’ di sete, chiesi ad “Aurora” se potevo avere una bottiglietta d’acqua (dopotutto, ne aveva ancora un paio) le si rifiutò e con un espressione un po’ imbarazzata mi disse che nell’acqua c’era una medicina per il raffreddore, che stava assumendo di continuo per non avere una ricaduta.

A parte il fatto che nessuno beve cosi tanta medicina per un banale raffreddore, e poi chi si porterebbe a presso una decina di bottigliette con della medicina? Non ne bastava una sola? Ma a chi credeva di prendere in giro? Cosa c’è in quelle bottigliette? Ci mancava solo un altro “mistero” da svelare, beh, uno in più a questo punto non fa molta differenza, non adesso che sto per avere tutte le mie risposte.

Arrivati alla riva, “aurora” si precipitò ad immergere i piedi in acqua, lanciando a terra la sua borsetta, rovesciando tutto il suo contenuto. Mentre lei “sguazzava”, io presi una delle bottiglie e pensai: arrivati a questo punto non posso più tirarmi in dietro”, bevvi un sorso dalla bottiglietta, che sputai immediatamente, non c’era della medicina nella bottiglietta, ma dell’acqua di mare.

Esatto, nelle bottigliette c’era dell’acqua salata, e questa “Aurora” non ha fatto altro che berla per tutto il tempo. Andai da lei, la tirai fuori dall’acqua e le spiegai tutti i miei dubbi. Le chiesi chi fosse in realtà, perché di questa farsa e perché la continua assunzione di acqua salata.

In un primo momento tentò di dirmi le solite scuse, ma le dissi che ero stanco di queste menzogne, volevo la verità. La sua espressione da sorridente, divenne cupa e seria, abbassò il capo e iniziò a ridacchiare.

Dopo la sua risata isterica mi disse qualcosa che non avrei mai voluto sentire: “Bene, vedo che hai capito tutto”. “Hai ragione, non sono l’Aurora che conosci, in realtà non sono neppure un essere umano”. “Ho continuato a bere acqua salata per restare in vita e mantenere le sembianze della vera Aurora”. “Mi è concesso uscire dal mare una volta all’anno, in questo giorno che voi chiamate “San Valentino” per nutrirmi del mio cibo preferito, la carne umana”. “Non hai idea di quante persone durante questo giorno vanno a piangere o a disperarsi in riva al mare. “Le persone deboli e patetiche sono le mie preferite, adoro il sapore della delusione e della paura”. “Con le mie abilità, riesco a leggere nel cuore delle persone deluse e tristi, tristi per un amore perso o impossibile, Leggendo ancora più in fondo, mi è possibile vedere la persona che ha inflitto tanto dolore, e assumendo l’identità di quest’ultima, mi è possibile illudere la mia preda, facendole passare una bellissima ultima giornata, per poi Infliggere il colpo di grazia tornando nella mia vera forma e trascinando il mal capitato in fondo al mare per poi dilaniarlo per bene”. “Complimenti, tu sei il primo che ha scoperto tutta la verità prima del gran finale”.

Sembrava ormai la fine per me, ero spacciato, ma siccome i guai non vengono mai da soli, ecco che all’improvviso arrivò Alessandro, ubriaco (probabilmente dopo la festa sarà andato a scaricare la sua rabbia bevendo) ma che nonostante il suo stato, non aveva dimenticato la promessa che mi aveva fatto alla festa, sarei morto per mano di chi?

Alessandro, non avendo assistito alla confessione della “creatura” (oltre alla sua confusione per via della sbornia), pensava che stessi lì con Aurora per un appuntamento, così mi afferrò per la giacca e mi disse: “Finalmente. Ora la pagherai per avermi soffiato la ragazza e per la brutta figura che mi hai fatto fare alla festa”. Io provai ad avvertirlo del pericolo sotto forma di Aurora, ma lui non volle sentire ragioni, mi tirò un pugno in faccia e preso dalla rabbia mi scaraventò di qualche metro in avanti, facendomi atterrare sulla sabbia.

Era pronto per farmela pagare, non avevo scampo e non potevo difendermi con uno come lui, quindi pensai di essere spacciato, ma all’improvviso Sentii le campane annunciare la mezzanotte, e subito dopo la “creatura” cominciò ad emettere urla di sofferenza.

Nonostante avesse i piedi in acqua, urlava come se stesse morendo. Improvvisamente ricordai che disse di poter restare fuori dall’acqua solo una volta l’anno, e il cambio del giorno, stava dando i suoi risultati. Sia io che Alessandro assistemmo alla scena della trasformazione.

Il suo corpo si coprì di squame, la pelle divenne verde, le gambe si trasformarono in un’enorme coda di pesce, e la sua faccia divenne simile a quella di un pesce abissale, con denti affilati e occhi neri come la pece.

Entrambi eravamo paralizzati dalla paura, così spaventati che ci mancava la forza di scappare. Per mia fortuna, il fatto che Alessandro mi avesse scaraventato impediva alla “creatura marina” di raggiungermi, essendo già passato il San Valentino da pochi minuti, non le restava molto da vivere fuori dal mare, quindi afferrò il povero Alessandro per una gamba, che era molto vicino alla riva, gridando: “Per stavolta mi accontenterò di te”.

La scena che vidi, rimarrà per sempre scolpita nella mia mente. Vidi il povero Alessandro essere trascinato in fondo al mare da questo spaventoso essere marino.

Alessandro gridava soccorso, ma invano, dato che nessuno eccetto me era presente. In un attimo, la creatura trascinò il corpo in mare, per mai più farlo riemergere. Dopo questa orribile scena, a stento mi alzai in piedi e tornai a casa il più presto possibile. Volevo dimenticare quella scena a tutti i costi, ma sapevo che questo non sarebbe mai successo.

Il giorno dopo venne ufficializzata la scomparsa di Alessandro, la polizia interrogò il preside e alcuni miei amici, ma tutti davano la stessa risposta, che l’ultimo suo avvistamento era stato dopo che andò via dalla festa.

Io ovviamente non dissi ciò che avevo visto, chi mi avrebbe creduto? Neanche io crederei ad una simile storia se me la raccontassero. Scoprì anche che Aurora era davvero malata, aveva davvero la febbre, che le fu causata da un secchio di acqua fredda durante l’intervallo (probabilmente un dispetto fatto quelle ragazze in bagno che parlavano male di lei).

Cosa sarebbe successo se ci fossero state due Aurore alla festa? Non lo sapremmo mai, ma la cosa triste era che Alessandro aveva ragione: “Solo una creatura leggendaria uscirebbe con te”.

Una cosa è certa, la prossima volta che andrò al mare, farò bene a stare vicino alla riva. Non si può mai sapere cosa si nasconde in fondo al mare… Magari qualcosa che può trascinarti con sé in fondo agli abissi.

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