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Ho lavorato in una scuola elementare per quattordici anni, ma non ho mai visto nulla di simile.

Quest'anno, a settembre, una nuova bambina si è presentata nella classe dove dovevo insegnare, una terza.

L'idea di lavorare con dei bambini di otto anni che fanno i capricci e che conoscono già delle parolacce non mi entusiasmava affatto, ma dovevo farlo.

L'unica alunna che davvero mi sorprendeva era Matilde. Non aveva nulla che non andasse nei primi giorni. Anzi, era la bambina che ogni professore sogna. Era incredibilmente brava, prendeva sempre ottimi voti, e il suo linguaggio era alquanto sviluppato, per avere solo otto anni.

A novembre, però, la bambina iniziò a presentare comportamenti alquanto strani.

Circa una volta a settimana, notavo che uno dei bambini presentava lividi su braccia e gambe.

Ogni volta che chiedevo cosa fosse successo, davano la colpa a Matilde.

Eppure non notavo nulla di strano, le telecamere di sorveglianza mostravano che i bambini si comportavano bene, inclusa Matilde.

Decisi comunque di riferire quanto accaduto al preside, che la convocò senza indugiare oltre.

Quando il preside chiese alla bambina cosa fosse successo, la bambina rispose con una frase agghiacciante:

"Quel bambino mi stava dando fastidio, così gli ho dato una sonora lezione".

Tutto ciò era semplicemente strano. Perché mai una bambina di otto anni dovrebbe picchiare un suo amico?

Il preside le disse che l'avrebbe tenuta sotto sorveglianza per una settimana, e che se fosse accaduto ancora avrebbe convocato i suoi genitori.

Col passare dei giorni, iniziai a notare che la classe aveva paura di Matilde. Se chiedeva una penna, gliel'avrebbero prestata tremando e ansimando.

Fino a gennaio non successe più nulla, ma notai che dopo le vacanze di Natale, Matilde era irascibile, e alzava la voce con i suoi compagni.

Inoltre, quando il 29 gennaio facemmo il tema in classe dove si doveva parlare della cosa peggiore che sia mai successa, Matilde parlò della morte di suo fratello di tre anni.

Il suo linguaggio era incredibilmente forbito, usava termini che nemmeno io avrei mai usato di fronte a una scolaresca di bambini di otto anni.

Il suo quoziente intellettivo era incredibilmente alto, un 136.

Decisi di convocare la madre della bambina per mostrarle il tema che aveva scritto. La mamma rimase scioccata, e sculacciò la bambina di fronte al corpo docente.

In seguito, quando giunse il giorno delle pagelle di metà corso, ebbi l'occasione di interloquire con la madre della fanciulla seriamente.

Essa raccontò cose sconvolgenti: la bambina, sia a scuola che a casa, presentava comportamenti violenti oppure offensivi nei confronti di chi le stava attorno.

Inoltre, recentemente aveva ucciso il suo fratellino di tre anni con la scusa che quest'ultimo le aveva sottratto il suo giocattolo preferito.

Dopo quel colloquio, decisi di convocare subito l'intero corpo docente e discutere della situazione.

Il preside decise di espellere la bambina, ma le avrebbe comunque fatto finire l'anno. Non le sarebbe stato rivelato nulla fino al giorno della consegna delle pagelle di fine anno.

Il 14 giugno vennero consegnate le pagelle, tra cui quella di Matilde.

I suoi voti erano ottimi, ma, per via delle violenze ripetute da parte di quest'ultima, il suo voto in condotta risultava essere 4.

Ed è qui che successe il finimondo.

La madre sculacciò ancora una volta la bambina, e a quel punto il preside si infuriò.

Egli aveva capito la ragione dietro ai comportamenti violenti della bambina.

A volte, i comportamenti sbagliati dei figli sono ricollegati ai genitori, pertanto la madre venne portata in un ospedale psichiatrico per riabilitazione, mentre la figlia venne portata in una scuola correttiva.

In breve, non lasciate che i vostri genitori esercitino violenza su di voi; la cosa potrebbe essere intesa come un passatempo, pertanto i vostri figli potrebbero apprendere da voi e iniziare ad avere questi comportamenti sbagliati.

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