Creepypasta Italia Wiki
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Finalmente uscivo dal lavoro. Dopo otto ore (dieci contando gli straordinari) mi sembrava giusto. Rincasai alle 21:30, mi feci una doccia, una veloce cena e subito dopo accesi il computer per parlare su Skype con la mia ragazza che era in viaggio per lavoro, quindi non la vedevo da circa sei giorni. Era proprio bella. Aveva i capelli rossi e riccioluti, con dei bellissimi occhi verdi. Ogni volta che la sentivo riuscivo a darmi un motivo di esistere, una ragione per cui vivere. Quella sera però la vedevo turbata, come se ci fosse qualcosa che non andava.

"Cos'hai amore?" Le domandai. "Non ho nulla caro, tranquillo, solo che sono un po' stanca, non ti preoccupare". Quindi durante la videoconversazione ci raccontammo delle nostre giornate, poi ci salutammo e ci augurammo la buonanotte.


Il giorno dopo ricominciai con la mia routine quotidiana, ma mi accorsi che la mia ragazza non aveva ancora scritto nulla. Strano perché di solito mi mandava sempre un messaggio con il buongiorno. Un paio d'ore dopo mi arrivò un messaggio dove mi diceva che si era solo scordata, e si scusava per averlo fatto. Allora mi recai al lavoro e svolsi tranquillamente la mia giornata. Ma alla sera successe un fatto particolare: mi arrivò un messaggio sul cellulare da un numero sconosciuto che recitava le seguenti parole: "Ora tu devi aprire Skype, dai, c'è una sorpresa per te!" Quindi, insospettito da questo SMS, presi il computer e controllai. Ovviamente feci partire l'antivirus prima. Non era un virus. Era una stanza vuota e ben illuminata. Mentre guardavo queste immagini, sentivo dei singhiozzi di pianto in lontananza. Man mano divennero sempre più udibili; infine vidi la persona che stava piangendo. Era la mia Nicole legata e imbavagliata sulla sedia.

All'improvviso udii una voce: "La riconosci? La tua piccola Nicole... È cosi carina. Sai, è un po' di tempo che la tengo sotto controllo, e adesso è arrivato il momento che le faccia una dichiarazione d'amore. Ahaha!"

"Brutto pezzo di merda, lasciala stare!"

"Ah, e così hai anche il coraggio di insultarmi? Beh, penso che la tua fidanzatina non sarà tanto d'accordo!"

All'improvviso quel mostro prese Nicole e le infilzò un coltello nel braccio. Era orribile. Lei mi chiedeva aiuto, piangeva, ma io ero lì dietro a quel maledetto schermo e non potevo fare nulla.

"Resisti amore, riuscirò a tirarti fuori di lì" le gridai io. Quindi cercai su Internet una soluzione per cercare di capire da dove arrivasse la videochiamata, dato che non si poteva visualizzare da dove provenisse. Ma non riuscivo a trovare soluzioni.

"Problemi con la connessione? Ahhahahha, mi spiace ma dovrai impegnarti un po' di più per capire dove sono! Sai cosa potremmo fare? Da adesso hai un'ora di tempo per localizzarmi e cercare di salvare la tua dolce metà!"

Provai a telefonare alla polizia, ma i risultati furono vani perché quel pezzente aveva anche provveduto ad interrompere le comunicazioni telefoniche.

"Ah: tentativo sbagliato! Beh, mi sa che dovrò tagliare un dito alla mia rossetta preferita!". E così fece. Vidi il sangue imbrattare il muro bianco della stanza in cui era tenuta in ostaggio.

"Perché fai questo, brutto mostro?", gli chiesi io.

"Ma come, non ti ricordi? Guarda bene la mia faccia."

Allora mi ricordai. Era un mio vecchio compagno di scuola, che io e i miei amici bullizzavamo stupidamente.

"Mi hai fatto passare dei momenti d'inferno, non sai quanto ho sofferto. Quindi ho deciso che la cosa che ti avrebbe fatto più male sarebbe stata prendere la persona a cui tieni di più e divertirmici un po', non tanto fare male a te" mi disse in tono inquietante.

"No, ti prego, è tutto quello che ho!" risposi.

"Troppo tardi, quindici anni è troppo tardi.". Quindi prese il coltello e le recise la gola. Vidi il sangue sgorgare a fiumi, mentre vedevo la mia vita che combatteva invano contro la morte.


Sono passati quindici anni da quel maledetto giorno. Sono ancora alla ricerca di quell'assassino. Non mi sono dato pace, sono stato licenziato da dove lavoravo perché scioccato da quell'atroce atto; davo in escandescenze per nulla, una volta ferii gravemente un mio ex-collega. Ieri sono riuscito a trovare il mio assassino. Si era impiccato nei pressi della scuola che frequentavamo da ragazzi. Evidentemente era pentito di aver spezzato la vita di una ragazza innocente. Un po' di quel sangue era anche sulle mie mani però. Ho contribuito anch'io, indirettamente, a uccidere il mio amore comportandomi da deficiente e credendo di farla sempre franca. Ho deciso che voglio raggiungere Nicole, voglio parlarle, chiederle scusa.

Ora sono sul terrazzo della mia casa pronto a lanciarmi nel vuoto. Concludo così la mia vita. Spero che qualcuno, leggendo questa lettera sappia perdonarmi.

Sto arrivando tesoro, così saremo di nuovo insieme!


Francis

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