Creepypasta Italia Wiki
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Perché non se vanno?

Erano troppi. Troppi! Da giorni non mi lasciano in pace, sono settimane che continuano ad infilarsi dentro la mia pelle! Il pensiero che abbiano depositato dentro di me le loro disgustose uova mi fa sentire male. Sarà per questo che ho già perso 12 chili?

Perché cazzo nessuno li vede?!

Non sono diventata pazza! Io non sono pazza! Sono bianchi e non superano i due centimetri di lunghezza... Dio perché hai voluto punirmi in questo modo? Li sento strisciare su di me... li sento strisciare dentro di me. Non ce la faccio più! Il mio corpo non è il loro cibo!

Ѐ da tanto tempo che sto pensando ad un modo per mandarli via tutti, i semplici medicinali non bastano. Non sono mai bastati! Ho provato diverse volte a sbarazzarmi di loro, ma sono ancora qui con me! Un giorno presi un coltello grosso che tenevo in cucina, non ricordo di averlo mai utilizzato. Iniziai a grattarli via dalla mia povera pelle, la mia bellissima pelle liscia e tenera… ma non se ne andavano quei bastardi! Presi coraggio ed iniziai a scavare dentro il mio derma con la punta del coltello, dovevano uscire tutti e lasciarmi in pace!

Non finì bene quella volta. Non finì bene per niente. I medici spalancarono la porta d’ingresso della mia casa e vidi le loro facce confuse. Non badai a loro, non li avevo mica chiamati io quei brutti ficcanaso. Continuai ad incidermi la pelle ed a sollevarla, cercando di far fuoriuscire quanto più sangue possibile per individuare ed eliminare quei terribili cosi striscianti. Sapevo che risiedevano anche nelle mie ossa! Dovevo grattarli via anche da lì… perché non mi capivano?

I dottori corsero verso di me, mi privarono del mio coltello e mi iniettarono qualcosa nel braccio. Quella sostanza non uccise i vermi bianchi. Mi sentii più confusa e tranquilla di prima, però ero ancora vigile ed udii le parole di quei malfidenti! Come osavano darmi della pazza? E come facevano a dire che avrei perso la gamba sinistra? I vermi erano anche lì, dovevo togliergli altrimenti chissà quali malattie mi avrebbero trasmesso!

Io dovevo farlo…

Mi hanno dimessa dall’ospedale due giorni fa eppure non mi hanno curata, mi hanno solo amputato una gamba quei macellai psicopatici! I vermi sono ancora su di me, non vogliono saperne di andarsene e trovare qualche altra vittima. Ah, ma io so come fare! Questa volta non fallirò.

Mi sono procurata sia litri di acido fluoridrico che di soda caustica, non ho mai avuto conoscenze chimiche ma ho sempre saputo che queste due sostanze potrebbero aiutarmi! Aprii le prime due confezioni, i gas che si liberarono mi infastidirono l’olfatto e mi fecero bruciare gli occhi, ma iniziai lo stesso a versare i liquidi sull’unica gamba che mi era rimasta.

Sì! Quei piccoli bastardi si stavano sciogliendo! Non mi sono mai sentita meglio!

Osservai orgogliosa la scena: i vermi bianchi stavano evaporando in mezzo a quella poltiglia rossastra che, pochi secondi prima, era la mi gamba buona. Non mi importava affatto se anche l’osso si fosse sciolto, almeno quei piccoli anellidi sarebbero spariti una volta per tutte dalla mia vita!

Lanciai un po’ di liquido sul braccio sinistro, notando con piacere crescente la morte degli esseri che mi avevano rovinato la vita per anni interi.

Bene! Mancava davvero poco per raggiungere la pace eterna. Presi prima un flacone e me lo versai sull’addome, poi feci la stessa cosa con l’altro. Appoggiai la testa al pavimento ed attesi la tanto sospirata liberazione. Li sentivo corrodere sia fuori che dentro di me! Bruciate all’Inferno!

Iniziai a tossire disperatamente. Perché ad un tratto non riuscivo più a respirare? E perché il mio torace emetteva una sorta di nuvoletta grigiastra, quasi stesse bruciando? No! Dovevo uccidere solo quei luridi vermi bianchi!

Iniziai a tossire spasmodicamente e sputai un fluido rossastro dal sapore metallico. Sangue! Ero terrorizzata da ciò che mi stava capitando. Ecco a cosa mi hanno spinta quegli animali schifosi!

Il respiro mi mancò completamente, i gas rilasciati dal mio corpo in corrosione mi appannarono la vista non facendomi vedere più nulla. Riuscii a sentire di nuovo la porta d’ingresso che si spalancava, sicuramente erano di nuovo quei medici impiccioni.

No! Prima di collassare tra le braccia della Morte lo vidi. Un unico verme bianco stava strisciando nella direzione del mio occhio. Sarebbe stato questo il mio destino per l’eternità?

I medici la trovarono posta in posizione supina sul pavimento. Era ovvio a tutti che avesse scelto di suicidarsi sottoponendosi ad una sorta di bagno nell’acido. Essi, tuttavia, non si capacitavano di come non avesse emesso urla strazianti o di come non si fosse contorta in preda ad un atroce dolore: il corpo era immobile, lo si poteva capire dal fatto che quella poltiglia, ormai informe, non si era sparsa per il pavimento corroso a sua volta. Eppure sapevano con certezza che era viva: i vicini avevano chiamato i dottori perché avevano iniziato a sentire risate isteriche seguite dalla puzza di bruciato.

Una volta entrati non poterono fare a meno di rimanere sconvolti. Solamente la testa era rimasta intatta, piegata verso sinistra. Gli occhi spalancati e terrorizzati guardavano un punto non definito, ciò fece presumere ai dottori che stesse “vedendo” nuovamente uno di quei vermi immaginari. La gamba destra e il braccio sinistro erano una semplice ed obbrobriosa massa indefinita, dal colore roseo e rosso a causa del sangue che aveva contribuito alla formazione di quello stato liquido. Il torace era qualcosa di inguardabile: si poteva intravedere un buco al centro, all’interno di esso era ancora visibile un quarto di cuore dal colore grigiastro. I tre quarti dell’organo, invece, erano andati a miscelarsi in un cocktail di parti del corpo, dalle funzioni vitali, sparsi sia dentro la conca, ovvero quella che una volta era una solida e robusta gabbia toracica, che fuori essa. Il braccio destro era ancora sano. Reggeva saldamente un barattolo contenente soda caustica.

Vermi
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