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William Henry Bury

Luogo omicidi: Inghilterra – Londra; Scozia – Dundee

Periodo omicidi: 1888 – 1889

Vittime: 2+, donne

Tutti voi conoscete Jack lo Squartatore, ma forse non conoscete altrettanto bene altri killer a lui coevi. A Londra, negli stessi anni in cui è attivo lo Squartatore, opera un altro serial killer che si accanisce contro le donne che abitano nella zona dell'East End. Il suo nome è William Henry Bury e non è riportato praticamente in nessuna delle tante enciclopedie scritte sugli assassini seriali, anche se la polizia londinese ipotizzò addirittura che potesse essere proprio lui l'inafferrabile “Jack”.

William Bury nasce a Stourbridge, nel Worcestershire, ma la sua infanzia rimane avvolta nel mistero. Della famiglia, si sa soltanto che il padre vendeva il pesce ed era talmente preso dalla sua attività che dedicava pochissimo tempo al figlio. Nel novembre del 1887, Bury arriva a Londra e si stabilisce nell'East End. Dagli archivi di Scotland Yard, risulta che Bury ha lavorato come macellatore di cavalli, prima di stabilirsi a Londra. Per ragioni sconosciute, una volta giunto nella capitale, non ne vuol sapere di continuare la vecchia professione e decide di lavorare come segretario per un certo James Martin. Si sistema a vivere in un appartamento con Martin e la moglie e, ben presto, incontra una donna che sarà la sua futura moglie, Ellen Elliot. Si sposano poco dopo essersi conosciuti e vanno a vivere da soli in un altro appartamento, pagando l'affitto con i soldi che la moglie ha ereditato dalla morte di una zia. Il comportamento di Bury subisce una degenerazione graduale ma costante. Diventa un alcolizzato, un ladro e un noto pervertito che s'impadronisce dei soldi della moglie spendendoli quasi tutti per ubriacarsi e andare a prostitute. Con il passare del tempo, e bevendo sempre di più, il suo odio per le donne diventa incontrollabile. Riesce a relazionarsi soltanto con le prostitute, perché la loro autostima è a un livello molto basso proprio come la sua. A un certo punto, Bury si accorge di aver contratto la sifilide in uno dei numerosi rapporti sessuali con le prostitute e “si diverte” a infettare anche la moglie. Il fatto di avere la sifilide contribuisce a far degenerare ancora più velocemente il suo comportamento e prende anche l'abitudine di dormire con un coltello sotto il cuscino. La violenza di William Bury esplode nel febbraio 1888, quando aggredisce una donna di 38 anni e, con il coltello che si porta sempre appresso, le squarcia le gambe e i genitali. Incredibilmente, la donna sopravvive così come un'altra che viene aggredita nella propria abitazione la notte del 28 marzo. Bury s'introduce nella casa della seconda vittima e le chiede dei soldi per andare con delle prostitute, poi, senza alcun motivo, la pugnala due volte alla gola. Il 7 aprile, cerca di tagliare la gola alla moglie, ma lei lotta e riesce a respingerlo. Il 20 dicembre, nelle prime ore della mattina, attacca per strada una donna con estrema violenza, la strangola lentamente, cosa che lo riempie di soddisfazione, e seppellisce il cadavere poco distante dalla sua abitazione. Nel gennaio 1889, Bury si trasferisce con la moglie nella città di Dundee in Scozia, sostenendo di aver ricevuto un'offerta di lavoro, mentre, in realtà, voleva solo scappare. Il 5 febbraio, aggredisce la moglie nel loro appartamento e la strangola con un pezzo di corda. Dopo aver disteso il cadavere, le squarcia l'addome con il coltello ed estrae le budella. Non sapendo come sbarazzarsi del corpo, si reca alla polizia dicendo che la moglie è stata uccisa da uno sconosciuto che si è introdotto in casa. La polizia non gli crede e lo arresta, accusandolo dell'omicidio della moglie. Il 24 aprile 1889, William Henry Bury è condannato all'impiccagione, che viene eseguita pochi giorni dopo. Fino all'ultimo, Bury non mostra alcun segno di rimorso per i suoi crimini.


Tratto da: "I serial Killer" di Vincenzo Maria Mastronardi e Ruben De Luca

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